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10 Febbraio 2018 Enrico Bertoletti0

Guida di orientamento per la preparazione dell’offerta tecnica

Questa componente dell’offerta tecnica si traduce in un’analisi di valutazione dei rischi oggettivi del cantiere, con la specifica degli elementi principali di rischio e delle soluzioni adottate per farne fronte. Nel processo generale di gestione della commessa il concorrente può proporre e prevedere nuove forme di verifica, controllo e risoluzione della sicurezza.

La conduzione di un cantiere richiede infatti il rispetto di una moltitudine di regole, che si traducono in altrettanti adempimenti di carattere operativo: autorizzazioni, documentazione da predisporre e conservare in cantiere, comunicazioni da inoltrare agli enti competenti, controlli giornalieri di mezzi, manodopera, materiale e processi e molto altro ancora.

Specificità dell’impresa edile

Dobbiamo poi pensare che nel settore delle costruzioni, contrariamente a quanto avviene nell’industria, il prodotto finale assomiglia più a un prototipo artigianale determinato dagli sforzi coordinati di un ciclo di imprese che convergono di volta in volta su un programma specifico: il cantiere. Le imprese edili infatti presentano quindi due distinte realtà organizzative al proprio interno: la sede amministrativa-operativa, composta da personale stabile con responsabilità direttive e gestionali e chiara collocazione all’interno dell’azienda e quella del o dei cantieri, formata da soggetti che occupano ruoli temporanei e spesso meno definiti. L’unica figura con un ruolo di tipo gerarchico è infatti quella del project manager o direttore di cantiere, che consente di incanalare il sistema delle relazioni e dei flussi informativi e cui afferiscono responsabilità su tempi, costi, qualità dell’opera, coordinamento dei rapporti organizzativi interni e mantenimento delle relazioni con la stazione appaltante.

Gli elementi da sviluppare

Nella relazione sull’organizzazione del cantiere è necessario descrivere le soluzioni organizzative principali, fra cui figurano:

  • layout del cantiere e di tutte le sue fasi;
  • modalità di cantierizzazione e definizione del programma dei lavori in fasi e sottofasi;
  • individuazione di fornitori, subappaltatori, caratteristiche di approvvigionamento dei materiali, delle campionature, opzioni make or buy;
  • revisione del cronoprogramma con controllo e verifica dei tempi;
  • piano di allocazione delle risorse, fra cui tipologia e numero delle squadre, mezzi e attrezzature.

arch. Enrico Bertoletti – torinoarchitetti.com

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30 Gennaio 2018 Enrico Bertoletti0

Guida di orientamento per la preparazione dell’offerta tecnica

Con questa serie di articoli, che ci proponiamo di pubblicare con cadenza periodica, tratteremo alcuni fra i principali aspetti tecnici e strategici per la preparazione dell’offerta tecnica, fornendo in particolare alle imprese di costruzione qualificate SOA, una “guida di orientamento” alle gare a offerta economicamente più vantaggiosa.

Il Codice degli appalti

Per i lavori di importo superiore a 1milione di euro il Codice, all’art. 95, prevede che le stazioni appaltanti procedano sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV), individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.
Tutte le amministrazioni aggiudicatrici, nella preparazione degli atti di gara, devono definire gli obiettivi da perseguire e l’importanza da attribuire a ciascuno di essi. Ciò si traduce nell’individuazione dei criteri che compongono l’offerta tecnica e il relativo peso o fattore di ponderazione. I criteri possono comprendere il prezzo o il costo del ciclo di vita del prodotto, le caratteristiche tecniche, l’impatto sociale e sull’ambiente ecc. Ognuno di questi obiettivi, per poter essere valutabile, deve di conseguenza essere misurabile.
La difficoltà di preparazione dell’offerta tecnica consiste nella specificità che ha la definizione dei criteri per ciascuna gara e che ne determina, di conseguenza, l’impossibilità di fornire risposte di carattere generale. Vediamo in questa premessa quali sono gli strumenti in mano a un’impresa per decidere di partecipare o meno a una gara a offerta economicamente più vantaggiosa.

Il budget da destinare alle gare di appalto

Per prima cosa il budget da destinare a questo tipo di gare. Infatti su circa 10 gare preparate con offerte tecniche di elevata qualità, una buona percentuale di aggiudicazione è da ritenersi sul 12-15%. Pertanto, per far entrare nel proprio portafoglio ordini un paio di appalti, è necessario partecipare a non meno di quindici gare a offerta economicamente più vantaggiosa. Ma pochi sono gli operatori che possono o che vogliono disporre di un ufficio tecnico interno destinato alla preparazione delle offerte tecniche: la maggioranza si rivolge perciò a consulenti esterni, progettisti più o meno specializzati in questo campo che offrono servizi multidisciplinari. Il risultato è che si arriva, tra costi aziendali interni e costi di consulenza, a dover mettere a bilancio importi che, per 10-15 gare, possono anche raggiungere cifre a cinque zeri!

Fattori discriminatori

Presa la decisione d’investimento, ci troviamo poi di fronte a una serie di fattori che, il più delle volte, fanno propendere all’abbandono della gara (al di là dei problemi legati a requisiti amministrativi, non oggetto di trattazione in questa sede) come:

  • l’importo delle opere a base d’asta e la proporzionalità con le richieste sull’offerta tecnica che, troppo spesso, sono sbilanciate verso l’alto e non permettono quindi di offrire ribassi economici adeguati;
  • la ponderazione dei criteri: la base di partenza suggerita deve dedicare almeno 70 punti all’offerta tecnica (criteri soggettivi) e comunque mai più di 30 punti all’offerta economica (criteri oggettivi);
  • i documenti che devono comporre l’offerta tecnica: è preferibile scegliere quelle procedure dove viene stabilito un numero massimo di pagine e un formato standard sia per le relazioni, sia per gli allegati. Offerte tecniche con pagine libere non permettono l’applicazione del principio comunitario relativo alla parità di trattamento, semplicemente perché le offerte non sono comparabili. Dovrebbero poi essere scartate tutte quelle gare dove le richieste si spingono oltre il normale miglioramento tecnico, ma sono per lo più volte all’ottenimento di veri e propri lotti di lavorazioni aggiuntive che, spesso e volentieri, il quadro economico di progetto non permette a causa di carenze dei bilanci pubblici. E a farne le spese sono di conseguenza gli operatori economici che si vedono invitati prima a progettare e poi a realizzare opere anche del tutto estranee all’oggetto di gara;
  • i prezzi di appalto, che devono garantire un tornaconto economico: la verifica di remuneratività va fatta prima di procedere ad affidare consulenze, attivare polizze fideiussorie o pagare contributi Anac. In caso contrario si è speso tempo e denaro inutilmente, perché la partecipazione alla gara non sarà possibile;
  • il sopralluogo, insieme all’analisi del progetto esecutivo, è un altro importante elemento discriminatorio perché ci permette di conoscere elementi soggettivi, come la disponibilità dei funzionari della stazione appaltante, e oggettivi, come l’accesso all’area, la disponibilità di fornitori locali, la tipologia della concorrenza ecc.;
  • il ribasso: una buona offerta tecnica non è sufficiente per vincere una gara. Il ribasso economico va “difeso” perché anche un solo punto in più può fare la differenza tra una gara persa e una aggiudicata.

arch. Enrico Bertoletti – torinoarchitetti.com

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