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19 Novembre 2019 Enrico Bertoletti0

Novembre 2019. Ancora un’aggiudicazione grazie a torinoarchitetti.com: la procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’intervento di restauro del chiostro minore e dei fronti del chiostro maggiore del complesso di Sant’Agostino con ampliamento delle funzioni dell’università degli studi di Bergamo – CUP H12C16000410005 – CIG 795478938C – cat. prevalente OG2/IV – importo a base di gara euro 5.660.000,00 – offerta tecnica (70 punti) + prezzo (30 punti).

La preparazione delle relazioni è stata complessa e articolata, proprio per lo sviluppo di molte componenti tecniche che la Stazione Appaltante ha richiesto:

  1. Organizzazione del cantiere (punti 15)
  2. Migliorie impiantistiche (punti 17)
  3. Servizi successivi all’ultimazione e collaudo delle opere (punti 24)
  4. Capacità di eseguire il contratto con minore impatto ambientale (punti 14)
Restauro dell’ex convento di Sant’Agostino a Bergamo

Il complesso monumentale di Sant’Agostino, fondato intorno al 1290 dai padri Eremitani, ha subito una trasformazione in sede universitaria con una serie di interventi eseguiti nel corso di diversi decenni. Il monastero, soppresso nel 1797 perché devastato e saccheggiato, venne trasformato in caserma fino al 1966 e poi acquisito dal Comune e adibito a sede di mostre e manifestazioni culturali. Questo nuovo intervento dell’Uni ersità di Bergamo prevede opere sul Chiostro Maggiore, sul Chiostro Minore e sull’ex Chiesa: per il chiostro maggiore e la ex chiesa si tratta di opere di restauro conservativo e manutentivo che vanno a completare precedenti interventi. Per il Chiostro Minore, oltre alle opere di restauro conservativo delle parti storiche, è previsto il recupero strutturale, impiantistico e di suddivisione degli ambienti, per ottenere una rifunzionalizzazione complessiva e per connettere questo spazio al resto del complesso, già in uso come università.

 


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4 Novembre 2019 Enrico Bertoletti0

Ottobre 2019. Aggiudicata grazie alla nostra relazione di offerta tecnica migliorativa, che prende il punteggio massimo, la procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’intervento “LIBER Polo Culturale delle Orfane – Centro Rete del Sistema Bibliotecario Monregalese: riqualificazione e recupero Polo culturale ex Orfane” – CIG 7914896ACB – CUP C92F17004020004 – categoria prevalente OG2 – importo a base di gara euro 1.533.000,00 – offerta tecnica (75 punti) + prezzo (25 punti).

Il nuovo Museo della Stampa – polo delle ex Orfane a Mondovì – da La Stampa dell’11 giugno 2018

Grazie al programma DPCM 25.05.2016 per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, le ex Orfane divengono uno degli allestimenti più innovativi per l’editoria, le arti grafiche e per la storia della stampa e del carattere tipografico. Infatti Mondovì rappresenta un centro importante per l’editoria: qui, nel 1472, venne stampato il primo libro di data certa in Piemonte (nel 1472) e il Museo della Stampa dispone della collezione pubblica di macchine per la stampa più importante d’Italia:

– al piano terra è ospitato il nuovo Museo della Stampa, ripensato e riorganizzato in ogni sua parte;

– al primo piano trovano collocazione una selezione del prezioso fondo storico monregalese e il centro rete della biblioteca, il fulcro dell’intera operazione;

– al secondo è previsto uno spazio polifunzionale per ospitare eventi culturali e per essere utilizzato come luogo di aggregazione e partecipazione per tutta la città.

Alla struttura si accede attraverso un giardino del 1600 dove è prevista la costruzione di una cavea destinata agli spettacoli, mentre per l’area superiore sono già stati sottoscritti accordi con il Comizio Agrario che intende recuperare l’antico frutteto del convento.

Vediamo quali criteri sono stati sviluppati da torinoarchitetti.com per la preparazione della relazione di offerta tecnica:

A) Gestione del cantiere – fasi esecutive – tutela ambientale (9 punti)

B) Criteri Ambientali Minimi (10 punti)

C) Gestione del cantiere – sicurezza (13 punti)

D) Gestione del cantiere – piano della qualità (13 punti)

E) Personale qualificato ex art. 7, comma 4 del D.M. 154/2017 (12 punti)

F) Tempo utile di esecuzione del contratto (18 punti)


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8 Ottobre 2019 Enrico Bertoletti0

Una nuova gara a offerta economicamente più vantaggiosa aggiudicata grazie al servizio di architettura e ingegneria integrata di torinoarchitetti.com. La nostra offerta tecnica ha permesso l’acquisizione dell’appalto, presso il Presidio Ospedaliero di Livorno, per i lavori della centralizzazione del poliambulatorio e per l’integrazione territoriale con la Casa della Salute.

L’intervento prevede la realizzazione di un poliambulatorio ospedaliero integrato con ambulatorio di medicina generale e specialistica propri della “Casa della Salute”. Per l’esecuzione dell’opera è prevista la ristrutturazione dell’edificio 24 del P.O. con l’adeguamento sismico, la sostituzione degli impianti e ulteriori opere di prevenzione incendi. L’edificio è una struttura organizzata in un piano seminterrato e tre piani fuori terra con una superficie netta di intervento di mq 4.200.

Ecco i dati principali: Stazione appaltante USL Toscana Nord Ovest – CIG 74851415C1 – CUP H41E14000220001 – categoria prevalente OG1 – importo soggetto a ribasso euro 5.540.009,61 – offerta tecnica 90 punti, offerta prezzo e tempo 10 punti.

L’offerta tecnica richiedeva lo sviluppo dei seguenti criteri:

  1. VARIANTI (65 punti)

A.1) Incremento opere per l’accessibilità all’area e all’edificio (8 punti)

A.2) Impermeabilizzazione della copertura (15 punti)

A.3) Implementazioni impiantistiche speciali (12 punti)

A.4) Miglioramento degli interventi di contenimento dei consumi energetici (30 punti)

  1. ORGANIZZAZIONE GENERALE E QUALITÀ (25 punti)

B.1) Organizzazione e qualità della struttura operativa per lo svolgimento delle prestazioni di esecuzione dei lavori (5 punti)

B.2) Caratteristiche tecniche e prestazionali (10 punti)

B.3) Manutenibilità e sicurezza dell’opera superiore rispetto a quella di progetto (10 punti)

La nostra offerta tecnica ha ricevuto il punteggio più elevato (90/90) su 11 concorrenti partecipanti.


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8 Ottobre 2019 Enrico Bertoletti0

Settembre 2019. Aggiudicata grazie alla nostra relazione di offerta tecnica migliorativa la procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per i lavori di recupero funzionale del fabbricato “Cascina Vecchia” a centro didattico culturale e spazio museale etnografico legato al mondo rurale – CIG 7922344D13 – CUP B21B17000000001, nell’ambito del programma DPCM 25.05.2016 per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.

Come descrivono le pagine del FAI – Fondo Ambiente Italiano, Cascina Vecchia è un esempio unico rimasto di cascina originale della metà  del 1400. Preceduta dalla cinta muraria in ciottoli di fiume e dal bel portale in mattoni, Cascina Vecchia accoglie chi arriva a Cuneo dalla Francia con il suo aspetto antico e d’altri tempi. La sua costruzione, tipico esempio di architettura rurale, è già documentata nel 1445, quando il “venerabilis dominus Zampana” lo lascia in eredità all’Ospedale di Santa Croce. Il complesso è costituito dal nucleo residenziale e da quello dei rustici: il primo emerge per due piani fuori terra, con porticato a tre arcate e pozzo in muratura, mentre il fabbricato secondario con il forno costituisce probabilmente il nucleo più antico.

Ecco i dati principali: categoria prevalente OG2/IIIbis, importo a base di gara euro 1.740.000,00 ed ecco i criteri che abbiamo sviluppato e che richiedeva l’offerta tecnica (90 punti):

A. Proposta migliorativa di elementi tecnici del progetto: max 25 punti;
B. Proposta di interventi per un migliore utilizzo del complesso edilizio: max punti 38;
C. Proposta tecnica relativa alla gestione della sicurezza e ottimizzazione delle fasi di lavoro: max punti 15;
E. Manutenzione e garanzia “post-operam”: max punti 7;
F. Possesso di certificazioni d’impresa: max punti 5.

La gara è stata aggiudicata con il miglior punteggio (87,22/90) di offerta tecnica su 8 concorrenti partecipanti.

Vista d’insieme del complesso tratta da La Stampa 20.04.2019

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8 Giugno 2018 Enrico Bertoletti0

Guida per la preparazione della relazione di offerta tecnica migliorativa

Ieri il CAD, oggi e domani il BIM

Il BIM (Building Information Modeling) è lo strumento che i progettisti e il mondo delle costruzioni ha sempre desiderato, ma che il CAD (Computer Aided Design) non ha saputo offrire.

Il CAD imita il tradizionale processo che avveniva al tecnigrafo, quindi si creano dei disegni bidimensionali attraverso elementi grafici vettoriali (linee, tratteggi, testi ecc.). I disegni CAD, come i tradizionali disegni su carta, sono creati indipendentemente l’uno dall’altro: ogni modifica al progetto va riportata manualmente in ogni elaborato CAD.

Il BIM imita il reale processo costruttivo. Invece di creare disegni 2D a linee, l’edificio viene realizzato virtualmente attraverso elementi costruttivi, detti parametrici, come muri, solai, finestre, tetti ecc. e questo permette ai progettisti di seguire una logica progettuale più aderente alla pratica costruttiva. Dal momento che tutti i dati sono contenuti nell’edificio virtuale, a ogni modifica del modello segue l’aggiornamento automatico di tutti i disegni da esso derivati. Con questo approccio integrato al modello, il BIM non offre solo un notevole incremento di produttività, ma pone anche le basi per una progettazione più coordinata e un processo costruttivo che parte dal modello computerizzato.

Già molto diffuso nel mondo angolosassone (USA e UK), nell’Europa del nord (Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca) e in alcuni paesi dell’estremo oriente (Singapore), il BIM è destinato ad affermarsi sempre di più anche nella realtà italiana e, più in generale, europea.

BIM e offerta tecnica

Offrire già in sede di gara, durante la preparazione della relazione di offerta tecnica migliorativa, la gestione di un appalto in BIM (elaborati costruttivi, as-built, varianti, cantierizzazione ecc.) permette di realizzare il sogno dell’integrazione multidisciplinare e l’aggiornamento in tempo reale dei disegni. Il modello BIM può essere utilizzato dai tecnici del Committente, dagli impiantisti, dagli strutturalisti, dagli architetti e dai contabili, dal costruttore, dai montatori, dai revisori, dai collaudatori ecc. per integrare tutte le informazioni utili in un unico file e per avere sotto controllo ogni fase della progettazione, da quella architettonica a quella esecutiva. Il BIM è quindi un metodo collaborativo basato sull’integrazione per la progettazione, esecuzione e manutenzione delle opere.

Una progettazione BIM offre straordinari vantaggi competitivi: più efficienza e produttività, meno errori, meno tempi morti, meno costi, maggiore interoperabilità, massima condivisione delle informazioni, un controllo più puntuale e coerente del progetto:

  • elaborati di progetto più accurati, sempre coerenti fra loro, realizzati in tempi più ristretti;
  • significativa riduzione della possibilità di errore in fase progettuale, con ricadute positive sulla qualità del progetto, della gestione del cantiere, della costruzione;
  • informazioni progettuali e metaprogettuali sempre aggiornate, coerenti e accessibili, con conseguente miglioramento dei processi decisionali e della comunicazione fra i diversi soggetti coinvolti.

arch. Enrico Bertoletti – torinoarchitetti.com

Se desiderate richiedere i nostri commenti su un particolare argomento d’interesse che riguarda l’offerta tecnica e che non compare tra quelli trattati, potete inviare una richiesta e-mail a gare@torinoarchitetti.com o alla pagina Facebook https://m.facebook.com/torinoarch/

 


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4 Maggio 2018 Enrico Bertoletti0

Guida di orientamento per la preparazione dell’offerta tecnica

Tutti conosciamo il proverbio “L’abito non fa il monaco”, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che un gradevole aspetto dell’impaginato e testi chiari e scorrevoli permettono al lettore (in questo caso alla commissione giudicatrice) di venire subito al sodo, senza perdere tempo ed energie nell’interpretare che cosa desidera comunicare il concorrente. Questa è la ragione principale per cui, ai professionisti coinvolti nella preparazione di un’offerta tecnica, è richiesta anche un’ottima capacità di sintesi, di comunicazione e, sembrerà paradossale in quanto stiamo parlando di persone in possesso di un diploma di laurea, una corretta capacità di espressione scritta in lingua italiana.

Fascicolo tecnico

Se l’offerta tecnica richiede lo sviluppo di più relazioni, è bene che le stesse siano rilegate in fascicoli indipendenti. Questo garantisce ai commissari di gara una maggiore snellezza delle operazioni di esame e confronto delle proposte dei vari concorrenti, soprattutto quando il criterio di valutazione è quello del confronto a coppie. Se il numero di pagine massimo consentito ve lo concede, valutate la possibilità di inserire l’indice della relazione, ulteriore elemento di aiuto e comprensione. Le stampa dovrebbe essere fatta su cartoncino da 120-160 grammi per offrire una maggiore resistenza e una migliore sfogliabilità. Proteggete la prima e la quarta di copertina con un foglio di pvc trasparente per fare in modo che non si sporchino o non si danneggino e usate una rilegatura alternativa alla solita vista e rivista preforata con dorsino in plastica ad alette.

Grafica coordinata

L’offerta amministrativa, la “Busta A” per intenderci, è la prima che viene aperta. Cominciamo a comunicare da questo momento in avanti che l’Impresa è strutturata per semplificare la vita ai membri della commissione giudicatrice. Fare ciò è possibile utilizzando sotto-cartelline che riportino la linea grafica dell’offerta tecnica e con ben evidente il titolo del documento o della dichiarazione che contengono.

Edizioni speciali

Per gli appalti più importanti è possibile raggruppare l’offerta tecnica in un cofanetto di legno, plexiglas o cartoncino, per rendere un aspetto ancora più professionale e preparare delle copertine con un design e una forma inconsueta, che renderanno immediatamente identificabile il concorrente e la sua offerta.

Coordinamento editoriale

È il principio per il quale, in sua assenza, contenuti di grande qualità possono passare come di scarso interesse o di cattiva comprensione. I consulenti tecnici formulano le loro proposte dopo aver analizzato il progetto a base di gara, ma sta al coordinatore della gara e ai redattori riportarle in un corretto linguaggio, arricchendo poi le relazioni con grafici, tabelle e schemi in grado di migliorare la comunicazione complessiva di quanto proposto.

arch. Enrico Bertoletti – torinoarchitetti.com

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22 Aprile 2018 Enrico Bertoletti0

Guida di orientamento per la preparazione dell’offerta tecnica

Come definita dalla norma UNI 11156 “Valutazione della durabilità dei componenti edilizi”, la durabilità dei componenti edilizi indica la capacità di svolgere le funzioni richieste durante un determinato periodo di tempo e sotto l’influenza dei fattori previsti in esercizio.
Durante la redazione dell’offerta tecnica è importante individuare componenti in grado di soddisfare gli standard prestazionali ed economici del progetto privilegiando sempre quelli in grado di fornire maggiori garanzie di durabilità nel tempo.
Sovente si tratta di proposte che si basano su valutazioni che il concorrente o il suo consulente sono in grado di fare grazie all’esperienza nel settore e grazie alla disponibilità di un proprio archivio di componenti campione.

La vendor list

Il risultato delle scelte si traduce in una vendor list dove, a fronte dei materiali indicati in progetto, sono inseriti quelli proposti dal concorrente accompagnati dalle relative schede tecniche che ne definiscono le caratteristiche principali.
I componenti così selezionati, se approvati dalla stazione appaltante, modificano il fascicolo dell’opera, che descrive gli interventi manutentivi cui l’opera e i suoi componenti sono sottoposti nel corso della vita funzionale, con riduzione dei cicli di manutenzione ordinaria e con una dilatazione nel tempo degli interventi di manutenzione straordinaria. Normalmente il concorrente provvede poi:

  • a garantire l’impiego di materiali di primarie case produttrici;
  • all’installazione dei componenti tramite utilizzo di maestranze specializzate;
  • alla verifica in corso d’opera delle corrette esecuzioni delle lavorazioni.

Durabilità per il restauro

La durabilità di un intervento di restauro presenta una metodologia d’approccio che deve necessariamente coinvolgere differenti discipline per le quali, prima dell’esecuzione delle opere è sempre bene predisporre o integrare il piano di indagini storico-fisiche, al fine di verificare la validità dell’intervento da svolgere, la compatibilità con i materiali preesistenti e la coerenza con le necessità di conservazione richieste.

Durabilità per il settore impiantistico

Al fine di assicurare la durabilità degli impianti tecnologici, elenchiamo alcune prassi che possono essere offerte nella gara:

  • impiego di componenti che garantiscono disponibilità di pezzi di ricambio e facilità di accesso al servizio manutentivo;
  • formazione del personale della stazione appaltante per la conduzione degli impianti installati e per il loro monitoraggio;
  • visita periodica di controllo da parte dell’installatore per la verifica del corretto utilizzo dell’impianto e del suo funzionamento;
  • controllo periodico durante le fasi di costruzione dell’edificio e di installazione degli impianti dei valori di trasmittanza e di eventuali problematiche connesse agli impianti elettrici e di riscaldamento tramite l’ausilio di attrezzatura specifica.

arch. Enrico Bertoletti – torinoarchitetti.com

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9 Aprile 2018 Enrico Bertoletti0

Guida di orientamento per la preparazione dell’offerta tecnica

Una delle maggiori difficoltà nello sviluppo del progetto di recupero è quella di conservare le caratteristiche dell’edificio senza comprometterlo dal punto di vista materico e formale, pur adeguandolo alle esigenze di comfort della contemporaneità.
Sulla base della distribuzione delle funzioni del progetto posto a base di gara, la miglioria dell’offerta tecnica può prevedere la razionalizzazione degli impianti sfruttando alcune possibilità determinate a volte dalle caratteristiche tipologiche degli edifici e a volte dalle caratteristiche tecnologiche degli impianti. Vediamo alcune delle soluzioni che possono essere adottate.

Corpi illuminanti
È pensabile proporre la realizzazione di elementi attrezzati (totem) mobili, zavorrati al pavimento o fissati alle pareti, contenenti le apparecchiature elettriche (interruttori, prese, illuminazione di emergenza ecc.). Inoltre queste strutture possono essere progettate per ospitare nella parte superiore eventuali corpi illuminanti orientabili in modo da assicurare un’illuminazione generale e diffusa negli ambienti dove tale soluzione è ritenuta più efficace.
L’obiettivo è di realizzare elementi funzionali compatibili e coerenti con il progetto di conservazione posto a base di gara, ma limitando tutti gli interventi che mettono a rischio gli aspetti identitari del manufatto.

Cavedi passanti
L’impiego di un cavedio passante verticale su tutti i livelli, magari collocato in zona retrostante a un elevatore, è un elemento facilmente ispezionabile dove poter localizzare tutte le linee dorsali principali con la finalità di contenere al massimo l’impatto degli impianti sulle strutture esistenti, oltre a facilitarne la manutenzione ordinaria e straordinaria. Lo stesso è possibile realizzare in orizzontale nelle aree esterne, per tutti quegli impianti anche di grande dimensione, al fine di razionalizzare la loro posa e manutenzione.

Tecnologia a radiofrequenza
La tecnologia ci viene in aiuto con la reperibilità sul mercato di punti di comando (interruttori) con tecnologia a radiofrequenza. L’installazione avviene in esterno, senza impattare sulle superfici decorate o su altri tipi di supporto di pregio artistico e architettonico e la “reversibilità” è facilmente attuabile.. Il comando di accensione e spegnimento viene impartito da un attuatore allocato in scatola di derivazione.

Utilizzo delle strutture esistenti
L’inserimento di elementi meccanici ed elettrici a vista in un’architettura storica rappresenta un problema di primaria importanza a causa dei possibili danni causati alla materia storica.
L’azione più efficace consiste nel limitare al massimo le interferenze posando tubazioni fuori traccia e realizzando così i sistemi atti a contenere le apparecchiature. Le azioni per la salvaguardia delle componenti architettoniche e decorative possono essere:

  • un percorso degli impianti organizzato in funzione delle caratteristiche spaziali e materiche dell’edificio. Al livello dei pavimenti le tubazioni sono concentrate nelle zone più manipolabili: nei sottofondi e, se oggetto di consolidamento statico, nei riempimenti dei solai e delle volte;
  • l’utilizzo di eventuali arredi fissi esistenti, opportunamente smontati e rimontati, per il passaggio degli elementi distributivi degli impianti al fine di garantire la conservazione delle pavimentazioni senza il loro smontaggio, che comprometterebbe lo stato di conservazione e il pregio architettonico;
  • il passaggio degli impianti elettrici e speciali sui muri può essere eseguito prevalentemente fuori traccia: i cavi di alimentazione dei corpi illuminanti e delle altre apparecchiature elettriche sono quindi contenuti entro tubazioni passacavi metalliche ancorati ai muri con perforature puntuali per ospitare i collari di analogo materiale.

arch. Enrico Bertoletti – torinoarchitetti.com


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21 Febbraio 2018 Enrico Bertoletti0

Guida di orientamento per la preparazione dell’offerta tecnica

Il D.M. Ambiente 11 ottobre 2017 aggiorna i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli appalti pubblici di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici con una serie di novità sulla diagnosi, prestazione e approvvigionamento energetico, sulla mobilità sostenibile, sui materiali da costruzione e le relative dichiarazioni di prodotto, sui rating system e cioè sui metodi di verifica di ciascun criterio, sui criteri premianti, come la capacità tecnica dei progettisti e altro ancora.

Le gare a offerta economicamente più vantaggiosa recepiscono i principi richiesti dai CAM e sempre più spesso sono richieste relazioni che diventano via via più complesse e articolate e richiedono uno studio attento di tutto ciò che si va a offrire. L’obiettivo è quello di individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

La loro applicazione sistematica e omogenea consente di diffondere le tecnologie ambientali e i prodotti ambientalmente preferibili producendo un effetto leva sul mercato e stimolando così gli operatori economici meno virtuosi ad adeguarsi ai nuovi obblighi di legge.

Il D.Lgs. 56/2017 prescrive che i bandi contengano i CAM e in particolare:

  • l’art. 34, comma 2 prescrive che i CAM siano “tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’articolo 95 comma 6”;
  • l’art. 95, comma 13 prevede che le stazioni appaltanti indichino nel bando di gara quale sia “il maggior punteggio relativo all’offerta concernente beni, lavori o servizi che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente”.

In definitiva, le amministrazioni devono far riferimento ai CAM nella stesura dei documenti di gara e devono anche indicare il maggior punteggio da assegnare alle offerte che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente.

Inoltre, un punteggio premiante è attribuito alla proposta di un professionista accreditato dagli organismi di certificazione energetico-ambientale degli edifici (ISO/IEC 17024). Nello specifico, per gli appalti di costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici, la norma richiede l’utilizzo del 100% del valore delle gare di appalto.

I criteri ambientali che i concorrenti indicano in fase di gara devono poi essere validi dal punto di vista scientifico, verificabili da parte del committente e di fatto realizzabili durante la fase di esecuzione delle opere. Dove possibile i CAM devono fare riferimento a etichette ecologiche ufficiali di vario tipo: la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (DAP o EPD) è il documento che contiene le informazioni (oggettive, confrontabili e credibili) sulla prestazione ambientale dell’intero ciclo di vita di prodotti e servizi e riguarda tutti gli aspetti ambientali e gli impatti potenziali dalla concezione, alla fabbricazione e utilizzazione, fino allo smaltimento.

Il progetto deve garantire primariamente:

  • risparmio idrico, illuminazione naturale e approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili;
  • inserimento naturalistico paesaggistico e sistemazione delle aree verdi;
  • mantenimento della permeabilità dei suoli.

Inoltre, per ridurre l’impiego di risorse non rinnovabili e aumentare il riciclo dei rifiuti, il progetto deve prevedere:

  • materiali composti da materie prime rinnovabili;
  • filiera breve per l’approvvigionamento dei materiali e prodotti;
  • miglioramento delle prestazioni ambientali dell’edificio;
  • attestato di prestazione energetica per nuove costruzioni almeno in classe A3.

Il progetto deve essere corredato dal piano di manutenzione dell’opera e di fine vita, documento che deve prevedere la verifica dei livelli prestazionali (qualitativi e quantitativi) in riferimento alle prestazioni ambientali, con l’elenco di tutti i materiali, componenti edilizi ed elementi prefabbricati riutilizzati o riciclati e anche un programma di monitoraggio e controllo della qualità dell’aria interna all’edificio.

I progetti di nuova costruzione devono prevedere un piano per il disassemblaggio e la demolizione selettiva dell’opera a fine vita per il riutilizzo o il riciclo dei materiali, componenti edilizi e degli elementi prefabbricati utilizzati.

Per quanto riguarda i materiali è infine necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • impiego di materiali con almeno il 15% in peso di elementi recuperati o riciclati sul totale di tutti i materiali utilizzati, divieto di impiego di sostanze dannose per l’ozono o a rischio di riscaldamento globale, demolizione selettiva e riciclabilità o riutilizzo, a fine vita, dei componenti edilizi;
  • almeno il 70% dei rifiuti non pericolosi generati durante le demolizioni e rimozioni deve essere riutilizzato, recuperato o riciclato, fatta eccezione per gli scavi.

arch. Enrico Bertoletti – torinoarchitetti.com

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16 Febbraio 2018 Enrico Bertoletti0

Guida di orientamento per la preparazione dell’offerta tecnica

La gestione della sicurezza in cantiere è un argomento non solo tecnico, ma mediatico, in quanto gli infortuni nel settore delle costruzioni assume ancora aspetti allarmanti anche per la gravità delle lesioni subite dalla vittima: basti pensare che attualmente, in Italia, si conta una media giornaliera (per tutti i settori lavorativi) pari a tre incidenti mortali.

Un’importante premessa

Il progetto esecutivo a base di gara mette già a disposizione dei concorrenti un cronoprogramma e un piano di sicurezza che possono essere più o meno approfonditi. Un’offerta tecnica che richiede approfondimenti in materia di sicurezza non può prescindere dalla ridefinizione di un cronoprogramma dettagliato dei lavori dove sono presenti, in base alla complessità dell’opera e delle lavorazioni, tutte le fasi e le sottofasi di cantiere, la loro articolazione temporale, la loro durata e possibilmente, il numero di squadre e il volume della produzione.

Un Gantt analitico, già in fase di offerta, permette infatti non solo di effettuare le più opportune scelte organizzative nel campo della pianificazione temporale e spaziale dei lavori, ma anche di verificare il numero di risorse necessarie oltre a tutta una serie di statistiche quali la curva di produzione e l’impegno di manodopera medi, settimanali e tanto altro ancora.
Svolto questo compito non banale, tutto sarà più semplice, come ad esempio la possibilità di individuare, fase per fase, le operazioni costruttive, descriverle, elencare le eventuali criticità e le modalità di risoluzione delle stesse.

Che cosa illustrare

Nel PGS il concorrente dovrà quindi illustrare, per le varie fasi e sottofasi, le modalità esecutive più idonee in grado di soddisfare gli obiettivi del progetto esecutivo, ottimizzando le proprie risorse umane, tecniche ed economiche. La relazione potrà pertanto contenere, in base alle richieste del Disciplinare di gara:

  • l’analisi delle modalità operative di esecuzione delle opere;
  • le logiche, le precedenze e i vincoli per l’esecuzione delle opere;
  • le risorse impiegate (manodopera ed eventuali sue specializzazioni e mezzi d’opera);
  • i tempi di esecuzione di ogni singola attività (scomposizione del processo produttivo);
  • l’analisi generale delle condizioni del cantiere e le soluzioni gestionali e tecniche adottate correlate alle misure di prevenzione e protezione;
  • le eventuali procedure complementari e di dettaglio;
  • gli esempi operativi per una, due o tre fasi di lavorazione critiche, corredati da immagini e testi esplicativi.

È poi sempre bene presentare una planimetria con l’assetto del cantiere, meglio ancora rappresentandone una per ogni fase principale della costruzione, dove inserire tutti gli apprestamenti fissi e mobili ed evidenziare gli aspetti più difficili da descrivere con le sole parole.

arch. Enrico Bertoletti – torinoarchitetti.com

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